È tempo di ciliegie… sotto spirito!

L’estate per tradizione è il momento delle conserve.

Ricordo con dolcezza quando andavo in casa di nonna da piccola e trovavo susine ovunque, pentole che sobbolivano e vasetti capovolti.

Che mia nonna facesse marmellate e sughi mentre io faccio liquori, è un dettaglio. L’idea di partenza è uguale, no? 😛

Allora ecco che ieri al mercato ho trovato le ultime ciliegie e ho deciso di farle sotto spirito. Dalle mie parti sono il dopocena preferito invernale.

Vi lascio la ricettina che seguo io:

  • 500gr di ciliegie
  • 200ml di acqua
  • 200ml di alcol
  • 100gr di zucchero
  • Cannella in stecche

Inizio col pulire le ciliegie togliendo o tagliando il picciolo, le lavo e le divido in vasetti ermetici.

Metto l’acqua a scaldare e aggiungo lo zucchero creando uno sciroppo, poi aggiungo lo sciroppo e l’alcol ai vasi. Completo con la stessa di cannella, chiuso e lascio riposare almeno 6 mesi.

Mi raccomando, mangiatene sempre dispari !!

Come ho fatto io a .. licenziarmi per lavorare da casa

Era il 2015 : ho lasciato il lavoro da dipendente e ho iniziato a lavorare da casa.
“Spalle coperte e paparino che sponsorizza” diranno gli scettici.

In realtà non avevo spalle coperte, i miei precedenti lavorativi non erano stati molto fortunati,
avevo una casa da mantenere e una vita ancora da costruire con il mio compagno.

Allora come ho fatto? Intanto l’ho scelto ! .. e non è poco.
Scegliere vuol dire che LO VUOI, che vuoi far diventare un’attività di lavoro da casa
IL TUO LAVORO. non è un desiderio di passaggio , ma è un progetto di vita.

Quindi ci ho creduto , ho creduto in me stessa e nell’attività che stavo portando avanti:
Fino a che non ci credi tu, non ti porterà mai risultato.

Dopo mi sono buttata, a capofitto.
Se da dipendente lavoravo 8 /9 ore, qui ne lavoravo molte di più e non mi è mai pesato.
Perchè lavoravo per me stessa, per il mio futuro e per costruirlo come volevo io.

E giorno dopo giorno, mi sono impegnata testa e cuore.
Provando, riprovando, sbagliando e provando ancora.

Ho studiato, studiato tanto. Ho fatto corsi gratuiti e a pagamento,
mi sono informata online su youtube e sui blog,
per risultare sempre professionale al punto giusto e poter essere sempre al passo coi tempi, le novità e la tecnologia.

Ho personalizzato il mio lavoro, portando qui le mie esperienze precedenti e rivisitando col mio punto di vista ogni lato del mio ruolo.

Ho insistito laddove non mi riusciva qualcosa.

Ho imparato a festeggiare e a festeggiarmi, sia nelle piccole che nelle grandi conquiste.
Ho ringraziando tanto, sia apertamente che dentro di me, per tutto quello che ricevevo e che non era scontato.

e mese dopo mese, i risultati del mio lavoro da casa sono cresciuti.
Il lavoretto da casa ora è invece agente di commercio e un fatturato a 6 cifre, 2 figli fatti e cresciuti senza ostacoli dall’azienda, un’attività avviata e ben strutturata.

Ma anche oggi, forse più di allora:
credo, mi butto, mi impegno, provo, studio, mi formo , personalizzo, insisto, festeggio e ringrazio.

Perchè se c’è una ricetta segreta .. è che segreti non ce ne sono, ma solo duro e costante lavoro.

Contano le favole delle buonanotte e i baci del buongiorno

Sono cresciuta in una famiglia di stampo patriarcale, una famiglia benestante creatasi dal nulla con la forza lavoro , la propria.

I miei primi ricordi risalgono agli anni 90.
Erano gli anni in cui lo status sociale era importante, la popolarità e l’onore erano da mantenere..
erano gli anni dell’inverno al mare coi nonni e l’estate al mare con la mamma.

Erano gli anni in cui papà lavorava sempre e la mamma si occupava dei figli.

Con gli occhi di una bambina è difficile capire tante cose …ma tante altre invece le capisci bene, e alcune ti colpiscono proprio, altre ti sembrano un pugno dritto allo stomaco.

Abbastanza presto ho iniziato a pensare a cosa mi piacesse e cosa no, di quello stile di vita e di quella routine.

Una linea di pensiero che non trovavo mia…che era comune, che era tradizione, ma a cui io faticavo a uniformarmi.

Sono passati 30 anni dai miei primi ricordi,
E ancora oggi son più vive in me le mancanze delle presenze.

Che sicuramente ci sono state, tante, ma che da bambino non noti, perché noti quello che non hai senza badare a quello che hai.

Ricordo i ritardi all’uscita da scuola,
Il saggio di danza con sempre e solo io e mamma ..
Ricordo le litigate, ricordo la TV la sera in stanze separate.
Ricordo le domeniche senza papà, perché era al lavoro.
Ricordo le tensioni e i problemi,
Ricordo più stress che sorrisi.

Pensare ai miei ricordi di bambina mi aiuta spesso a capire che genitore voglio essere… Penso a che ricordi voglio che i miei figli abbiano di me, di noi.

Quando mi chiedo se ci sto riuscendo, non sempre la risposta mi piace.

Di certo negli ultimi anni, soprattutto gli ultimi 2, ho pensato molto.


È passato un anno esatto dalla scomparsa di entrambi i miei genitori e in questo tempo mi sono chiesta, molto più di prima,
se davvero ne valeva la pena …

Il lavoro prima di tutto, anche la domenica,
L’orgoglio, la rabbia, le regole, i litigi.

Il cibo ricco, il bicchierino dopo cena.

Gli armadi pieni di vestiti senza occasioni in cui metterli,
La casa grande senza nessuno che ti venga a trovare.

Il nome e una facciata da difendere fuori casa,
Tutto che si sgretola dentro casa.

Far finta di stare bene per vergogna … non chiedere aiuto e poi non avere più una vita per cui vergognarsi.

In questi anni ho imparato, e oggi più di prima sono sicura che :

Contano i soldi, se li usi per stare meglio e insieme. Conta il lavoro, se ti rende felice e soddisfatto.

Contano gli attimi, tutti. Contano i sorrisi, contano le battute. Contano le presenze, i balli, il solletico, i giochi. Contano le risate a crepapelle, contano gli abbracci, contano i disegni dedicati.

Contano le favole della buona notte e i baci del buongiorno. Contano i ricordi …. e vi auguro di averne di bellissimi e di lasciarne di ancora migliori.

Comunicare, non solo a parole.

Al giorno d’oggi, sempre più interconnessi gli uni agli altri, saper comunicare è fondamentale.

Lo sai che non si comunica solo a parole? Comunichi in ogni momento con la tua figura, i tuoi gesti, i tuoi gusti, i tuoi sguardi … le tue abitudini, quello che dici e quello che fotografi e condividi.

Ogni giorno, ogni ora del giorno.

Cosa comunichi tu a chi ti sta attorno? Amici, parenti, figli ? È esattamente quello che VORRESTI dire?

Io amo la semplicità, la coerenza e la trasparenza.

Voglio che gli altri mi conoscano esattamente per quello che sono. Senza nascondere nulla, senza bluff.

Non vesto un ruolo a seconda della giornata: sono io, sempre io … al lavoro, a casa, come mamma, come moglie, come amica. I miei valori e il mio modo di essere è uguale ad ogni ora del giorno.

ODIO … ebbene si … ODIO:

Chi sui social la spara grossa per impressionare e quando spegne la fotocamera non sa reggere un discorso. … ma quanti ce ne sono ??!!!!

Odio chi finge di insegnare dei valori ai figli ma poi si comporta al contrario: l’esempio insegna più delle parole.

Odio …chi fa una cosa per compiacere gli altri, chi copia incolla le mode senza capirle, chi esegue gli ordini senza condividerli.

Ho sempre voluto fare un lavoro che mi rappresentasse e di cui condividessi i valori, senza vergogna ma con tanta stima. E così è.

Ho sempre cercato di ispirarmi a chi riusciva meglio di me in qualcosa, ma poi rielaborare le idee e le esperienze con la mia impronta, personale e inconfondibile.

Ho sempre voluto essere me. Senza paura di andare controcorrente, senza paura di difendere il mio pensiero e rappresentare da capo a piedi i miei ideali.

Diffida da chi ha cose da nascondere, da chi mostra più facce, da chi esagera nell’autocelebrarsi, da chi dice sempre si.

Comunicare è anche questo: essere se stessi nelle parole e ugualmente nei fatti.

Finché ci saranno persone uniche e diverse, ci sarà sempre una storia nuova da raccontare e persone disposte ad ascoltare.

Scegliere ..che fatica

.. per questo io amo chi sceglie.

Dimmi l’ultima scelta che hai fatto 😊

La mia ultima scelta, poco impegnativa,
È stata decidere il pranzo 😅

Quella impegnativa invece,
È stata di riorganizzare il mio tempo per portare a termine tutti i miei progetti quest’anno, lavorativi e non. 

Infatti scegliere è il primo passo per fare qualsiasi cosa. 

Scegliere è NON affidarsi al caso.
Scegliere è prendere posizione.

Vedo persone trascinate dagli altri, inghiottite dalla routine e in balia del caos.

Vedo persone che trascinano, decidono per sé stesse e portano avanti le loro scelte con coraggio e responsabilità. 

Di solito le prime si lamentano, della noia, della routine, degli insuccessi.

Le seconde invece sono più felici, determinate e coinvolgenti.

Io amo chi sceglie !!
In ogni cosa della vita abbiamo da fare scelte…

Caffè o caffè latte? 
La marca dei biscotti… 

Oppure sei tra chi prende a caso dal banco delle offerte?

Sono le scelte che guidano i nostri passi.

Lo studio, il lavoro, le passioni…
Oggi li hai perché un giorno, tempo fa, le hai scelte.

E perché ogni giorno scegli di portarle avanti.

Scegliere è sempre il primo passo per ottenere qualcosa.

Scegliere di fare, di ottenere, di impegnarsi.

Scegliere di portarlo avanti, con costanza.

È  difficile, a volte DIFFICILISSIMO !!

Ma una volta che scegli nella tua testa scatta la scintilla …

Spesso abbiamo ostacoli da superare, la famiglia, il tempo, i mezzi.

Ma quando scegliamo, la lucina di una idea, un progetto .. bhe, diventa reale.

Diventa reale, prende forma,

si concretizza.

E allora ogni cosa si infila in automatico: il tempo, gli orari, gli impegni, i progetti, i risultati, le soddisfazioni.

Scegliere è difficile!!  Scegliere è fatica.

Ma ottenere qualcosa, qualsiasi cosa, è uno sforzo continuo….   

e se vuoi ottenere, cambiare, migliorare allora SCEGLI.

Anche salire una montagna è faticoso, ma che  panorama che si vede da lassù !


Anche imparare uno strumento è difficile, ma le melodie che suoni poi !


SCEGLI….

Scegli di raggiungere il tuo sogno.

Scegli di VOLERLO FARE.

Scegli di metterti all’opera veramente per ottenerlo e di difendere la tua idea.


Scegli di fare ciò che vuoi tu….

Scegli di rispettare te stesso! 
altrimenti farai sempre quello che decidono gli altri per te.


Io amo chi sceglie.  

È coraggio, determinazione, volontà, fatica.

È il primo passo verso un sogno.

Credo

Credo …in me, nelle donne, nelle loro capacità e nella loro forza.
Credo in te.
Credo che tu ottenga dei risultati
proprio perché e quando lo decidi tu,
Perché credi nella tua idea,
Perché sei costante,
Perché non ti abbandoni ai pensieri negativi.

Perché ti emozioni e fai emozionare,
Perché non ascolti chi da giudizi cechi.

Li ottieni perché ti circondi di persone che ti supportano e che ti fanno crescere,
Perché sei libera…da timidezza, blocchi, paure e pregiudizi…
Perché ascolti il tuo io e il tuo intuito, che sono fatti dai tuoi pensieri più liberi e creativi… perché sei tu.

Credo nella sicurezza e nella forza della determinazione, credo nell’azione e non nell’attesa.
Credo nell’indipendenza e che la forza di volontà di una donna superi ogni ostacolo.

Credo che la società chieda un tipo di donna stereotipata,
ma credo che se a te questa donna non piace, sei libera di essere diversa.

Credo che l’unica a cui tu debba rispondere sia tu.
Nel 2022 fai qualcosa per te. 

Offro Opportunità

Offro Opportunità ! Ti parlo in primis da donna, da persona, poi da mamma ..

Offro un’opportunità che io ho colto anni fa ed esattamente nel periodo autunnale : la campagna di natale con tante possibilità e tanti acquisti extra , è il momento perfetto per provarci !!

Offro un’opportunità di:

1. Guadagno extra

2. Lavoro

3. Occupare il tempo in modo costruttivo

4. Creare qualcosa di tuo che ti dia le soddisfazioni che non hai nella tua routine

Qualsiasi sia il motivo che ti incuriosisce, io posso offrirti quella opportunità.

Io ci ho provato perché non avrei speso nulla per iniziare. È questo che mi ha convinto..non c’era niente da perdere.

Cosa ho ottenuto da questa attività? Ho avuto il mio guadagno extra, che ho usato per togliermi degli sfizi e pagare bollette. In più mi sono tolta diverse soddisfazioni personali e ho imparato tanto, tante cose nuove .. anche a prendermi più cura di me stessa, nonostante 2 figli piccoli.

Come si Inizia:

Ti fornisco le promozioni in corso e ti chiedo di iscriverti ai miei canali di formazione. Ti do consigli per approcciarti alle persone e inizi a proporre i nostri prodotti e il nostro marchio.

Una volta raccolti i primi ordini, almeno 35€ …solo 35€ … anche divisi tra più persone

Potremo far arrivare il tuo primo pacco coi tuoi primi guadagni e regali. Poi puntiamo a crescere!

E se non ti piace o non riesci..smetti . E se non vendi tutti i mesi ? Farai l’ordine quando vendi e guadagnerai di conseguenza. Senza obblighi.

Provaci ora! Non aspettare.. la campagna natalizia raddoppia ogni tua possibilità!

Scrivimi per iniziare michela.rovelli@gmail.com

Ti presento il mio lievito, ha 5 anni e l’ho creato da zero.

Era l’estate 2016 , ero in attesa di Nicolò e un bel giorno mi sono interessata al lievito madre.

Mi ha inizialmente attirato l’idea di non rinunciare a pane e pizza a causa della digestione: mi risultavano pesanti e il fatto di poterli comunque mangiare senza la classica sete notturna mi stuzzicava parecchio. Ero anche incinta con una fame da lupi ogni santissimo giorno !!!!

Poi ho anche ragionato sul fatto che avere un lievito madre mio mi permetteva di non dover comprare più lievito al supermercato..che a volte scadeva, a volte ammuffiva e poi .. LA FATICA ? NON LO VEDO MAI NEGLI SCAFFALI!!! Mai !

Poi ho scoperto che : i microorganismi nel lievito aiutano l’assimilazione di diversi minerali come ferro e zinco, ad esempio. Ha un indice glicemico ridotto rispetto al lievito di birra …e il pane o la pizza acquistano un sapore molto più ricco e diverso dal pane classico.

… nel 2020 in lockdown vi ricordate che il lievito di birra era introvabile? Ebbene, io non mi sono mai fermata dall’infornare pizze: avevo il mio !!

E se tutto questo non ti convince dal fare il tuo lievito madre.. aggiungo che : tutto quello che puoi fare in casa con ingredienti semplici, è un gesto d’amore per il pianeta.

Ecco perché il lievito madre per me è importante: è un altro passo verso uno stile più green e sostenibile.

Ora ti dico come si fa… è facilissimo. Non perdere il finale: ti lascio la mia ricetta della pizza fatta in casa.

PER LIEVITO MADRE:

  • 100gr di farina
  • 50ml acqua
  • Un cucchiaino miele

Accortezza: scegli una farina e continua con lo stesso tipo nel tempo. Usa acqua a temperatura ambiente o tiepida.

Impasta gli ingrediente e riponi in un contenitore ermetico, lasciando riposare a temperatura ambiente per 48h.

Riprendi il composto ( rinfresco) , pesalo e aggiungi la stessa quantità in farina e acqua : es. Se il peso è 150g, aggiungi 150g di farina e 75ml acqua.

Riponi nel vaso sempre a temperatura ambiente e procedi con i rinfreschi ogni 48ore per 2 settimane. Se il lievito forma una crosticina, prendi e utilizza solo il cuore morbido.

A questo punto il lievito è quasi pronto :

Puoi passare a rinfreschi settimanali sempre con lo stesso metodo, mantenendolo in frigorifero, non più a temperatura ambiente.

Puoi provare a cucinare le prime creazioni. Il lievito cambierà un pochino nel tempo ….sarà perfetto circa dopo 1 o 2 mesi.

La mia pizza con lievito madre

  • 200gr pasta madre
  • 200gr farina 0
  • 400gr farina Manitoba
  • 400ml acqua
  • 2 cucchiai olio + per ciotola
  • 8 pizzichi di sale
  • 2 cucchiaini di malto

Procedimento: rinfresca il lievito il giorno prima e toglilo dal frigorifero almeno mezz’ora prima dell’utilizzo.

Unisci lievito a acqua , olio e malto e mescola.Poi aggiungi il sale e le farine, impastando molto bene.

Lasciare riposare l’impasto fino a raddoppio, ponendolo in una ciotola unta d’olio. Coprire e mettere al riparo da correnti.

1 ora prima della cottura riprendere l’impasto e fare pieghe come fosse sfoglia. Effettuare le pieghe 2 o 3 volte, lasciare riposare poi stendere la pizza e condire a piacimento, poi cuocere.

Essere donna e lavoratrice: la mia storia.

Da che mi è stato possibile, nella mia vita ho sempre lavorato. Ho iniziato quando avevo solo 15 anni , in estate, nell’azienda di famiglia : un tempo si poteva lavorare anche da giovanissimi. Si, inizio ad avere una certa età.

I primi lavoretti e lo spirito imprenditoriale ereditato da mamma e papà , mi hanno portato sempre a cercare autonomia e indipendenza. Ecco perché dopo il diploma ho frequentato un solo anno di università e poi ho lasciato il corso per cercare lavoro, fuori casa.

Ecco che quindi da giovanissima, nel 2006, trovo lavoro in un’azienda commerciale di importazione come apprendista. Il lavoro mi piace molto… metto alla prova la lingua inglese, imparo tantissime dinamiche lavorative: faccio di tutto, imparo tutto. Fiere, congressi, viaggi, clienti, fornitori, logistica…

Oggi posso sicuramente dire che è stata l’esperienza lavorativa da dipendente che mi ha insegnato di più: sia a livello professionale che personale.

Come persona però mi ha insegnato il lato crudele del lavoro, distruggendomi dentro.

Il clima era spesso insostenibile, il rispetto della persona messo da parte, il carico di lavoro mal distribuito e lo stipendio non sempre pagato.

Nel 2010 lascio… dopo diversi mesi di malessere fisico dovuto a stress, mi dimetto e cerco un altro lavoro.

Ho 25 anni , sono giovane, sono donna, ho un fidanzato e convivo. Tutte cose belle.. che in tutti i colloqui diventano un problema, anche bello grande.

Dopo qualche mese trovo lavoro, vicino a casa, per 4 anni come apprendista, a patto che io non faccia figli in questo periodo.

Scade il contratto e cerco nuovamente lavoro. Riesco ad entrare nella campagna fiscale con un caf e nel frattempo inizio a lavorare ” a chiamata” con voucher come impiegata in un’azienda vicino a casa.

La campagna fiscale finisce.

L’azienda mi rinnova l’accordo di lavoro a chiamata mese per mese, di volta in volta, avvisandomi il giorno stesso della scadenza e mai prima… dandomi dimostrazione ancora una volta di quanto sia raro il rispetto nel mondo del lavoro.

Sono sicurissima di non essere stata molto fortunata e che non tutte le donne si ritroveranno nella mia storia.

Ma sono certa che tantissime donne mi capiscono e hanno vissuto quello che vi racconto!

Tantissime donne devono ancora oggi scegliere se mentire sulla propria vita privata o dire la verità durante i colloqui, devono scegliere se costruire una famiglia oppure rinunciarci.

Devono scegliere se accettare di essere aggredite dal titolare o pretendere rispetto, devono scegliere se portare i propri figli dal medico o delegare la loro gestione ai nonni ( quando li hanno).

Oggi ho 35 anni, ho 2 figli, una casa , una famiglia e un lavoro stabile. Ma non sono dipendente…

Il mio lavoro di oggi ha incrociato la mia strada nel 2012 ..mentre ero un’apprendista che non poteva avere figli (v.sopra).

Ho iniziato a farlo per guadagnare qualcosa in più… gli apprendisti si sa che non hanno stipendi alti! Ho iniziato ad arrotondare proponendo la marca Yves Rocher come cosmetico alle persone che conoscevo.

È stata una ventata d’aria fresca nella mia noiosa routine di un lavoro che non mi piaceva e una casa da mandare avanti, con tante spese e poche soddisfazioni.

Da promoter sono man mano cresciuta…la mia vena imprenditoriale è tornata a farsi sentire ! Ed ecco che ho costruito una squadra di persone che promuoveva i prodotti per avere guadagno. Avevo iniziato a dare la mia opportunità ad altri!

Questo lavoro che faccio a tempo perso inizia a darmi diverse soddisfazioni… intanto non ho titolari che mi insultano, non ho contratti che scadono e vengo pagata regolarmente. In più mi gestisco come voglio …. e il mio guadagno man mano aumenta: Se mi impegno, cresco !

Nel 2015 posso scegliere: diventare responsabile ? Mi spaventa, non lo so fare e non so quanto potrò guadagnare… ho una casa e delle spese, e se non le copro?

Allora penso: tra tutti i lavori che ho conosciuto, questo è stato l’unico che mi ha sempre dato certezze. Tra tutti i titolari conosciuti questo era l’unico che mi rispettava come persona. Tra tutti i lavori fatti, questo era l’unico che dipendeva solo dal me e non dalle decisioni di altri.

Lascio il lavoro da dipendente. Nel 2015 sono responsabile di zona. Nel 2016 nasce Nicolò , nel 2019 nasce Beatrice, nel 2022 mi sposo.

Dal 2015 non ho mai dovuto giustificare una visita dal pediatra o una malattia, non ho avuto nessuno che mi scavalcasse perché ero incinta, non ho avuto nessuno che mi pagasse meno perché era nato mio figlio. Dal 2015 lavoro per me stessa e imparo e cresco come professionista e come persona OGNI GIORNO.

Perché una donna può e deve lavorare, con lo stesso rispetto che si porta agli uomini, anche se è mamma e anche se ha famiglia.