Essere donna e lavoratrice: la mia storia.

Da che mi è stato possibile, nella mia vita ho sempre lavorato. Ho iniziato quando avevo solo 15 anni , in estate, nell’azienda di famiglia : un tempo si poteva lavorare anche da giovanissimi. Si, inizio ad avere una certa età.

I primi lavoretti e lo spirito imprenditoriale ereditato da mamma e papà , mi hanno portato sempre a cercare autonomia e indipendenza. Ecco perché dopo il diploma ho frequentato un solo anno di università e poi ho lasciato il corso per cercare lavoro, fuori casa.

Ecco che quindi da giovanissima, nel 2006, trovo lavoro in un’azienda commerciale di importazione come apprendista. Il lavoro mi piace molto… metto alla prova la lingua inglese, imparo tantissime dinamiche lavorative: faccio di tutto, imparo tutto. Fiere, congressi, viaggi, clienti, fornitori, logistica…

Oggi posso sicuramente dire che è stata l’esperienza lavorativa da dipendente che mi ha insegnato di più: sia a livello professionale che personale.

Come persona però mi ha insegnato il lato crudele del lavoro, distruggendomi dentro.

Il clima era spesso insostenibile, il rispetto della persona messo da parte, il carico di lavoro mal distribuito e lo stipendio non sempre pagato.

Nel 2010 lascio… dopo diversi mesi di malessere fisico dovuto a stress, mi dimetto e cerco un altro lavoro.

Ho 25 anni , sono giovane, sono donna, ho un fidanzato e convivo. Tutte cose belle.. che in tutti i colloqui diventano un problema, anche bello grande.

Dopo qualche mese trovo lavoro, vicino a casa, per 4 anni come apprendista, a patto che io non faccia figli in questo periodo.

Scade il contratto e cerco nuovamente lavoro. Riesco ad entrare nella campagna fiscale con un caf e nel frattempo inizio a lavorare ” a chiamata” con voucher come impiegata in un’azienda vicino a casa.

La campagna fiscale finisce.

L’azienda mi rinnova l’accordo di lavoro a chiamata mese per mese, di volta in volta, avvisandomi il giorno stesso della scadenza e mai prima… dandomi dimostrazione ancora una volta di quanto sia raro il rispetto nel mondo del lavoro.

Sono sicurissima di non essere stata molto fortunata e che non tutte le donne si ritroveranno nella mia storia.

Ma sono certa che tantissime donne mi capiscono e hanno vissuto quello che vi racconto!

Tantissime donne devono ancora oggi scegliere se mentire sulla propria vita privata o dire la verità durante i colloqui, devono scegliere se costruire una famiglia oppure rinunciarci.

Devono scegliere se accettare di essere aggredite dal titolare o pretendere rispetto, devono scegliere se portare i propri figli dal medico o delegare la loro gestione ai nonni ( quando li hanno).

Oggi ho 35 anni, ho 2 figli, una casa , una famiglia e un lavoro stabile. Ma non sono dipendente…

Il mio lavoro di oggi ha incrociato la mia strada nel 2012 ..mentre ero un’apprendista che non poteva avere figli (v.sopra).

Ho iniziato a farlo per guadagnare qualcosa in più… gli apprendisti si sa che non hanno stipendi alti! Ho iniziato ad arrotondare proponendo la marca Yves Rocher come cosmetico alle persone che conoscevo.

È stata una ventata d’aria fresca nella mia noiosa routine di un lavoro che non mi piaceva e una casa da mandare avanti, con tante spese e poche soddisfazioni.

Da promoter sono man mano cresciuta…la mia vena imprenditoriale è tornata a farsi sentire ! Ed ecco che ho costruito una squadra di persone che promuoveva i prodotti per avere guadagno. Avevo iniziato a dare la mia opportunità ad altri!

Questo lavoro che faccio a tempo perso inizia a darmi diverse soddisfazioni… intanto non ho titolari che mi insultano, non ho contratti che scadono e vengo pagata regolarmente. In più mi gestisco come voglio …. e il mio guadagno man mano aumenta: Se mi impegno, cresco !

Nel 2015 posso scegliere: diventare responsabile ? Mi spaventa, non lo so fare e non so quanto potrò guadagnare… ho una casa e delle spese, e se non le copro?

Allora penso: tra tutti i lavori che ho conosciuto, questo è stato l’unico che mi ha sempre dato certezze. Tra tutti i titolari conosciuti questo era l’unico che mi rispettava come persona. Tra tutti i lavori fatti, questo era l’unico che dipendeva solo dal me e non dalle decisioni di altri.

Lascio il lavoro da dipendente. Nel 2015 sono responsabile di zona. Nel 2016 nasce Nicolò , nel 2019 nasce Beatrice, nel 2022 mi sposo.

Dal 2015 non ho mai dovuto giustificare una visita dal pediatra o una malattia, non ho avuto nessuno che mi scavalcasse perché ero incinta, non ho avuto nessuno che mi pagasse meno perché era nato mio figlio. Dal 2015 lavoro per me stessa e imparo e cresco come professionista e come persona OGNI GIORNO.

Perché una donna può e deve lavorare, con lo stesso rispetto che si porta agli uomini, anche se è mamma e anche se ha famiglia.

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